La Vegetella e la complessità del passato

Mi sono reso conto solo dopo averlo scritto che il titolo darà quasi l’illusione di un qualche concetto profondo: picche. Fine settimana troppo impegnativo, poca voglia di fare fatica intellettuale. Invece, oltre alle solite lettere di presentazione per il mio CV, che da due mesi sta girando per l’urbe felsinea peggio di una catena di sant’Antonio su faccialibro, devo spremere le mie meningi per scrivere una auto-presentazione per un concorso. Cose di questo tipo hanno su di me uno strano effetto: entro in Matrix e provo a piegare il cucchiaio. Ma, come i ben informati sanno, il cucchiaio non esiste eppure rompe i coglioni. Continua a leggere

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L’infame Kebab

Stavo scrollando faccialibro (voce del verbo to scroll italianizzato) ed ho beccato una simpatica vignetta dalla pagina Tu lo chiami Dio secondo cui, nel vangelo di Marco, Gegiù maledisse malamente un fico perché, non essendo stagione di fichi, non trovò frutti sull’albero che voleva saccheggiare. Guarda a volte com’è strana la Natura: capricciosa e dispettosa, direi quasi. Ma Gegiù, pieno di amore per tutte le creature dell’universo, disse “Nessuno possa più mangiare i tuoi frutti”, che era anche un po’ girato di coglioni, e l’albero disse “Grezie!” e si seccò. Continua a leggere

Il Tofu e l’Antropologo

Fondamentalmente convivo con l’idea che l’antropologo, figura in cui teoricamente mi dovrei specchiare, sia il cugino sfigato di Indiana Jones. E guai al primo che osa dire che ne “I Predatori dell’Arca Perduta” Indiana Jones non fa una cippa e che il film si evolve da sé!

Oggi, dopo aver conosciuto un po’ di archeologi, anche la mia concezione del loro mestiere che ho idolatrato per un’infanzia e mezza, è stata ridimensionata. Continua a leggere

Aracnoclavicembalofobia e tippulas

A volte i ricordi riaffiorano per caso, in una serata con gli amici a base di pizza e chiacchiere.

E tra i ricordi più strani della mia adolescenza, esattamente tredici anni fa, durante un’occupazione scolastica, ho riesumato la pippa mentale digressione ipotetica fatto da un compagno, oggi finito chissà dove, che dal nulla disse:

“Ma vi immaginate l’aracnoclavicembalofobia?” Continua a leggere