Il mondo che non sa stare al mondo e la torta di carote

Stamattina mia madre mi ha mandato un messaggio su whatsapp. Una bufala-catena di sant’antonio per cui “whatsapp sarà gratis se condividi questo messaggio #credici”. Viviamo in tempi terribili in cui sessantenni ti mandano baci via chat con un telefonini più intelligenti della media umana nazionale ma ancora abboccano a ‘ste scemenze e pensano che una buona relazione si regga su un marito lavoratore e una donna casalinga. Continua a leggere

Rifugiati o clandestini e il dolce semifreddo che non fa rimpiangere il tiramisù

Da dove mi trovo attualmente non posso far altro che scrivere. È iniziato il nuovo sgombero.
L’occupazione dell’ex Telecom dava valore ad una zona ad alto rischio degrado come quella di via Fioravanti, appena dietro la stazione centrale. Duecento ottanta persone avevano trovato casa là dove il fallimento dello stato è storicamente più evidente. Continua a leggere

All I want for Xmas

Ragazzi ci siamo!
Anche quest’anno potremmo sopravvivere all’olocausto culturale delle festività di fine anno. Bisogna tenere duro. Entro qualche ora il peggio sarà passato.
Rimarrà solo la befana, che non ho mai capito cosa c’entri una vecchia a volo di scopa con l’arrivo di tre monarchici negromanti (Baldassare, Gaspare e Zuzzurro) al cospetto del campione di corsa sull’acqua. Continua a leggere

L’ultraviolenza culturale del latte più di soia

Ho scoperto che tra i miei amici alcuni non hanno mai visto Arancia Meccanica. Lo so. Oltre ad avermi messo profondamente in crisi facendomi riflettere sui tempi che cambiano, questa constatazione mi ha dato un certo imbarazzo, soprattutto perché sono andato ad una festa di carnevale con il sospensorio sopra i pantaloni bianchi, camicia, occhio dipinto e cappello nero come il protagonista del film, e qualcuno avrà pensato “mah, sarà vestito da gran coglione maniaco”. Pazienza. Continua a leggere