Alieni verdi a Bologna e vellutata di zucca e patate

Se ieri non eravate a Bologna vi avranno riempito di un fracco di cazzate.
Andiamo cono ordine, per coloro che si sono svegliati dal coma e non sanno cosa è successo.
Degli uomini verdi che parlano strano e imitano la nostra civiltà hanno deciso di radunarsi a Bologna l’8 Novembre 2015. Si fanno chiamare leghisti e odiano gli extracomunitari al punto da farne un programma politico. Li odiano tanto perché sono extraterrestri e non vogliono concorrenza sulla Terra. In realtà la Padania è un pianeta, non una regione-stato, lo sostengo da tanto tempo.
Gente come Einstein e Salvini non sono della stessa specie: “i razzisti sono geneticamente inferiori agli altri” (Cit.).
Hanno governato questo paese in sella col nano di Arcore e un manipolo di fascisti da Marte per quasi vent’anni. Prima di loro la democraziacristiana ha fatto il bello e il cattivo tempo per quarant’anni. Ma se il paese è ridotto ad uno straccio la colpa sarebbe dei comunisti, dei centri sociali e degli immigrati. E questa, diciamo, è la cazzata di base su cui vivono insieme alla presunta stabilità delle loro alleanze: berlusconi sì, berlusconi no, berlusconi presidente, berlusconi puttaniere… chiaritevi, perdio!
Veniamo alle cazzate dette a proposito della giornata di lotta di ieri.
La prima, più importante, è il numero di invasori alieni . 
Ecco. Erano al massimo diecimila. Ma proprio per stare larghi. Per una migliore comprensione dei numeri effettivi di piazza Maggiore a Bologna basta prendere questo meraviglioso articolo.
Ricordate che un’enorme porzione di quelle teste di cazzo in piazza erano Amici Con Altri Benefici (i soliti sbirri che si sentono duri col manganello in mano…).
Già. Gli Amici Con Altri Benefici hanno davvero rischiato di rovinare una bella giornata. E veniamo alla seconda cazzata della giornata, quella per cui “i manifestanti avrebbero attaccato la polizia”.
Per farla breve, il corteo è stato spezzato in due all’altezza di porta Mascarella, sui viali da cui poi si doveva entrare in centro insieme ai ragazzi che stavano scendendo dal ponte di Stalingrado. È stato surreale. Le camionette tagliavano il corteo e la celere era già in assetto da guerra. Nonostante la provocazione della polizia, il corteo ha reagito semplicemente difendendosi come poteva dalle manganellate, cercando di non finire pestati come acini d’uva, invitando la calma ed evitando la mattanza. Questo deve aver lasciato l’amaro in bocca ai celerini arrivati apposta per cercare lo scontro. La scaramuccia ottenuta non era sufficiente a legittimare nessun intervento di forza superiore. Puppate omini blu. Olè.
La responsabilità di questo attacco premeditato da un manipolo di stronzi è interamente della questura. Il sindaco, un quaquaraqua tagliato fuori da queste logiche di potere, da porta Lame, il giorno prima, chiedeva ai manifestanti di evitare le violenze alla manifestazione anti-leghista. Noi le eviteremmo volentieri, Merola: glielo dici tu al tuo “amico” questore di non iniziare a manganellare? Sarebbe veramente d’aiuto. Grezie.
Il corteo, diviso in due, ha raggiunto il centro in due tempi. Uno, passando per il centro, è arrivato in Pratello, dove le bandiere delle zecche rosse decoravano quel quartiere meraviglioso, e dove ad attenderli c’era l’Internazionale Thrash Ribelle. Dopo sei ore di marcia trovarsi a ballare è un’impresa, non una festa. Ma lo si è fatto.
Il secondo corteo, non senza difficoltà, ha raggiunto il centro e riconquistato gli spazi insozzati dalla calata di alieni verdi e dei loro amici nostalgici del bungee-jumping.
E questa giornata è la cosa migliore che potesse succedere a Bologna, la città accusata di “stare perdendo la propria anima“. Nonostante le provocazioni, nonostante le tonnellate di stronzi e stronzate riversate in piazza Maggiore, nonostante il fermo di due attivisti, vedere le vie di Bologna piene di ragazzi che protestavano con intelligenza e cuore è stato lo spettacolo migliore che si potessero sperare. Soprattutto dopo le misure restrittive per gli attivisti, gli sgomberi, le cariche, il clima soffocante, ecco che finalmente ieri si è ricominciato a respirare per le strade e godere di questo Novembre assolato e caldo.
Un tipico frutto novembrino è la zucca.
Porca miseria quant’è buona la zucca.
E dunque ecco un piatto semplice ma che vi accompagnerà nelle cene rinfrescate d’autunno.
500 gr di zucca ben sbucciata, lavata e tagliata a dadini, 3-4 patate bianche, sale qb, 3 bicchieri di latte di soia c/a, 1/2 cucchiaino di maggiorana, 1/2 cucchiaino di timo, 1/2 cucchiaino di salvia, olio EVO qb.
Mettete a lessare in abbondante acqua bollente le patate per circa 30 minuti, scolate e passate in acqua freddissima per poterle privare agevolmente della buccia e schiacciarle.
Nel frattempo, fate bollire a fuonco lento la zucca in una quantità d’acqua equivalente a circa il doppio del volume dell’ortaggio. Quando sarà morbida, scolate e unite in un tegame con le patate schiacciate, sale a piacere, le erbe e un filo d’olio. Aiutandovi con un frullatore a immersione riducete ad una crema senza grumi e fate cuocere ancora per cinque-dieci minuti a fiamma bassa. Servite accompagnando con crostini di pane.
E ora scusate, vado a farmi un pediluvio che c’ho male ai piedi.

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