L’avventura dello scrittore e il tortino anti-spreco

Dal titolo potrebbe sembrare che gli scrittori siano brutti ceffi frequentatori di bettole portuali pullulanti di pregiudicati e che, armati della loro penna, scatenino risse tra biscazzieri tatuati e contrabbandieri malesiani.

Direi che questo genere di avventure non capita spesso agli scrittori. Piuttosto, scrivere è già di per sé un’avventura. Ti può capitare di dividere il tavolo con persone apparentemente normali ma che riservano grandi sorprese se si fa attenzione alle loro storie. Specie dopo un paio di bicchieri.
Comunque sia, scrivere, come ogni avventura, è un rischio: ti esponi al giudizio altrui, mostri i tuoi sentimenti, chiarisci quali sono le tue posizioni su argomenti ed eventi. Io non ho vissuto delle grandi avventure tipo Indiana Jones, ma ho avuto i miei minuti di paura e delirio, momenti di gloria, Vere Emozioni© a catinelle. Scrivere è rischioso perché viaggi in posti dentro di te dove tenevi sentimenti e immagini terribili ma meravigliose. E quando queste cose vengono lette da altre persone un po’ ti tremano le gambe. Ma si devono correre dei rischi ogni tanto. Per le cose in cui si crede, per le persone a cui teniamo, per quello che vorremmo fare da grandi, per le nostre passioni.
Diventare vegano può portarti al rischio di sontuose rotture di coglioni da parte di intelligentoni che ti fanno domande del cazzo o ti vogliono riportare sulla retta via della carne.
Cambiare vita è rischioso, magari decidendo di fare altre esperienze altrove. “Chi parte sa quel che lascia ma non quel che trova”. E a volte è meglio così.
Andare ad una manifestazione può essere rischioso. Puoi prenderle dalla polizia o puoi essere accusato anche ingiustamente di reati assurdi come “compartecipazione psichica in devastazione e saccheggio”, o puoi semplicemente inciampare durante una carica e fare da capro espiatorio, diventare quel “uno” da punire per intimidirne mille.
Scrivendo ti esponi al giudizio altrui, dicevo. Ecco, tempo fa scrissi un racconto per il festival della letteratura di Mantova proprio sul tema dello spreco alimentare. Gettiamo tonnellate di cibo ogni anni e poi facciamo campagne di sensibilizzazione sulla fame nel mondo. Questo è spreco di intelligenza oltre che di energie e materie prime.
Poco tempo fa mi è capitato di dover gestire una certa quantità di riso sushi avanzato da un fine settimana pieno di impegni (lo Scriba Festival organizzato da Bottega Finzioni) e di disporre di zucca e patate bollite.
Ed ecco quindi la ricetta del
TORTINO ANTI SPRECO e ANTI CAPITALISMO
Tortino anti capitalismo anti spreco!

Ingredienti:
250 gr di riso avanzato perché, ingordamente, pensavate di mangiarne più di quanto possiate; una patata lessa, 150 gr di zucca bollita, 1 cucchiaio di curcuma in polvere, 1 cucchiaio di  zenzero in polvere, 1 cucchiaio di cumino in polvere, sale, olio EVO qb.
Riscaldate il riso in una pentola antiaderente aggiungendo un bicchiere di acqua, le spezie e una presa di sale. Schiacciate la zucca e la patata lessa ed unite al riso, mescolando in modo da ottenere un impasto omogeneo. A questo punto ungete dei contenitori di alluminio utilizzabili per i muffin (io riciclo i contenitori delle puree di frutta o dei budini) e versate il vostro composto. Infornate in forno caldo a 200° per circa 15/20 minuti, volendo potete mettere il grill per gli ultimi cinque minuti.

E bando allo spreco, branco di irresponsabili!

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