Essi votano (anche a Glamorgan)

Si parla spesso di analfabetismo funzionale, ovvero dell’incapacità di una persona di comprendere un testo scritto, sia esso un documento da firmare o un articolo di giornale. Tale individuo è comunque capace di intendere e volere, lavorare, ottenere un mutuo e perfino governare un paese, ma non è in grado di avere un’opinione oggettiva se non utilizzando il proprio vissuto personale come metro di giudizio. In italia alcuni dati parlano del 30% della popolazione affetta da tale condizione non patologica, ma c’è chi come il linguista Tullio De Mauro arriva a temere che la percentuale si aggiri intorno all’80%.
Una delle prime domande che mi sono posto è stata: lo sono anche io
Ammetto di non leggere i “termini e condizioni” di tutti i software che utilizzo e sui cui spunto la casella “acconsento”, voglio solo installare il lettore video per guardarmi le puntate di GOT eccetera, mica diventare un esperto di fisco americano, grezie.
Nel leggere di questa nuova presunta piaga del nostro secolo mi sono reso conto che gli autori di articoli che circolano sul web spesso puntano il dito contro il “popolo bue” che, addormentato dalle chiacchiere consumistiche, non sarebbe in grado di vedere la realtà. Mi sembra parecchio riduttivo (che ironia, esattamente l’atteggiamento di un sedicente “analfabeta funzionale”). In particolare questo articolo molto ben scritto ci mostra come questa definizione non sia per nulla oggettiva ma identifichi più che altro QUELLI CHE CI STANNO SUL CAZZO.
Ha senso usare il termine “analfabeti” pur di insultare chi non la pensa come noi? Quella dei complottisti xenofobi urlatori di internet è una condizione innata di cui sono vittime quelli che sfrangiano i maroni con link approssimativi o invece (come spesso penso anche io) sono solo degli emeriti stronzi cafoni che preferiscono avere ragione anziché essere ragionevoli?
Io credo nella scelta.
Si può scegliere di ignorare parte della realtà pur di tirare acqua al proprio mulino, ad esempio ignorando deliberatamente il fatto che i rifugiati siano persone vittime dell’economia che qui in Europa produce armi: fa più comodo dire “arabi di merda che ci invadono” anziché ammettere che i primi ad invaderli siamo stati noi per cavargli risorse anche dalle orecchie, che si tradurrebbe in “capitalisti di merda che fanno guerre per il loro portafoglio”.
Gli inglesi (o meglio, la maggior parte degli aventi diritto al voto) hanno ignorato volutamente alcuni dati oggettivi perché la soluzione di comodo a portata di mano era più semplice dell’autocritica. Giusto per dirne una: il servizio sanitario è stato scorporato dall’interno con politiche sempre più restrittive ordinate da inglesi purosangue in giacca e cravatta, non da un gruppo di camerieri italiani e tassisti pakistani. Giacchincravattati tipo il grande sostenitore del Brexit, Nigel Farage che ha fatto una super-mega-figura di merda quando ha ammesso che i soldi devoluti ingiustamente all’UE e investibili nel sistema sanitario nazionale NON CI SONO. Era giusto il punto centrale della sua campagna basata sull’odio verso gli immigrati,  insieme ad un sentimento di nazionalismo becero che puzza di fascio e la paranoia indotta da complottismi inutili su cui campano gli xenofobi e la gente demmerda.
La situazione è precipitata in pochissimo. Si parla di aggressioni di stampo xenofobo sempre più frequenti mentre molti inglesi vorrebbero ritrattare il loro voto. Hanno capito che senza trattati decenti come quelli ottenuti con l’UE la loro moneta verrà svalutata, si potranno sognare le vacanze low cost in giro per l’assolato sud Europa, non avranno accesso a un gran numero di prestazioni professionali e sanitarie garantite da trattati sul lavoro internazionale e dal lavoro degli immigrati e saranno costretti a mangiare demmerda perché ogni cibo decente proveniente da oltre manica dovrà passare da una dogana che farà aumentare i prezzi. L’amatissimo tè delle cinque, i luppoli per le birre da bere a litri al pub, il pesce del fish&chips, il cioccolato consumato a chili: tutto costerà di più in Inghilterra perché la gente ha SCELTO di ignorare la realtà dei fatti e ha SCELTO di accusare gli stranieri anziché i propri capi eletti democraticamente per il fallimento della propria economia. Queste persone sarebbero degne di vivere solo in compagnia dei loro simili, sorseggiando orgoglio nazionale e ricordi di epoche terribili come il colonialismo e, soprattutto, mangiando cibo di infima qualità.
C’è da dire che non tutta la cucina Anglosassone fa schifo. A me le polpette fatte in stile Glamorgan piacciono parecchio e mi aiutano a riciclare il pane vecchio.

Ingredienti:
200 gr di pane vecchio ridotto a pezzetti, 3 cucchiai di lievito in scaglie secco, mezzo bicchiere di birra o idromele, un cucchiaino di cumino in polvere, un cucchiaino di timo, mezzo bicchiere di latte di soia, un bicchiere di farina di ceci, un porro, uno spicchi di aglio, una cipolla piccola, sale qb.
In una terrina capiente bagnate il pane con la birra o idromele e lasciate ammorbidire.
Tagliate finemente aglio, porro e cipolla e unite al pane con le spezie e il sale. Unite la farina di ceci e amalgamate unendo il latte di soia, se necessario aggiungetene ancora fino a ottenere un impasto compatto e grumoso. Chiudete la terrina e lasciate riposare in frigo almeno un’ora. L’impasto ottenuto può essere fritto, ma io l’ho messo in forno in una teglia unta e spennellando le polpette formate con un cucchiaio, facendo cuocere 20 minuti a 200°.

13517731_1440045209346408_165302452_o

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...