Bruxelles Blues in piada

Lo scontro è ovunque: Bruxelles, Parigi, Ankara, Aleppo, Kobane, Gaza e tanti altri posti che non ha senso elencare. Gli Stati Uniti (quelli in cui ci sono più persone armate che frequentatori di biblioteche) sostengo che viaggiare in Europa sia pericoloso. Ci tocca pure sentire queste cose all’indomani di un attentato terribile. Vorrei però precisare una cosa. Questo conflitto che miete vittime innocenti non nasce lontano. Sono in molti a pensarla così, ma onestamente ci sarebbe da guardarsi intorno. E capire.
Daesh, meglio noto come “Isis”, non è stato creato in una sperduta trincea di una guerra civile che “non ci riguarda”. Lo stato islamico nasce con finanziamenti che servivano a rovesciare il regime di Assad, favorendo il fondamentalismo a discapito di una possibile rivoluzione che desse migliori diritti ai cittadini di diversi paesi ma che avrebbe sfavorito i commerci di alcuni importanti gruppi finanziari tra cui quelli che reggono parte delle economie occidentali. Ci siamo dentro mani e piedi.
Le vittime di questa manovra finanziaria non hanno nazionalità: sono vittime. Non importa più dove abbiano avuto la fortuna o la sfortuna di nascere, se vengono falciate da una raffica di mitra o da una bomba. Sono tutte egualmente colpite da un meccanismo criminale che vende armi, acquista petrolio sottobanco dai “terroristi”, muove politici come marionette, guadagna soldi e dice ai cittadini di temere i poveri perché sono pericolosi e la loro povertà è contagiosa. I terroristi, allo stesso modo, sono occidentali quanto orientali.
Contro questo mostro dai mille tentacoli sono sorte tante roccaforti di resistenza. In Kurdistan, Palestina, Donbass, nell’America Latina e in tanti altri posti. Non sto più a dirvi quanto sono fighi questi combattenti, veri supereroi a cui quei borghesi di Batman e Superman non son degni di spicciare casa.
E noi?
Tutti dicono “eh il modo in cui viviamo non è sostenibile”. Giusto. Vero. Sacrosanto. “Mangiamo troppe schifezze!” A voglia! Daje di saggezza! Ma quando si dice “E quindi, che si fa?” moltissimi ti guardano con lo stesso sguardo vivace di un neonato a cui si ha “rubato il naso”. “Ah… fare…”.  C’è una differenza sostanziale tra il riempirsi la bocca di parole e il scegliere di fare qualcosa. Si dice che di mezzo ci stia un mare. Sono poche e semplici le cose che si potrebbero fare nella vita di tutti i giorni per partecipare civilmente a questa battaglia. Ad esempio:
-Smettere di usare la macchina quando non strettamente necessario, sprecando inutilmente benzina, e usare la bici: vi fa bene, fa bene all’ambiente e fa dimagrire le compagnie che muovono guerra come fosse un lavoro normale e senza conseguenze;
-Smettere di mangiare cibi che provengano da lontanissimo e che costano denaro, benzina oltre che, spesso, sfruttamento dei lavoratori.
È veramente un’impegno da poco. Vi migliora la salute. Migliora l’economia intorno a voi favorendo i piccoli produttori.
Io i prodotti che uso in cucina li acquisto quasi totalmente al centro sociale XM24 di Bologna, dove il mercatino biologico offre una grande varietà di prodotti a prezzi popolari: sono lieto di poter contribuire a sostenere una realtà locale sana sia dal punto di vista dela salute che da quello etico. Non è un luogo a caso, l’XM. Questo centro autogestito è stato oggetto di critiche per la protesta fatta da Blu, il quale ha cancellato i suoi magnifici lavori di arte muraria pur di non farli cadere nelle mani di chi su questa “street art” ci vuole lucrare. È veramente un mondo impazzito se arrestiamo gli street artist ma contemporaneamente vendiamo i loro lavori a cifre esorbitanti. Contro questo sciacallaggio, l’artista ha deciso di distruggere le sue opere. Comprendo la sua decisione, ma ho comunque una stretta al cuore quando passo davanti a quel muro grigio ogni volta che vado a prendere gli ingredienti per le mie ricette.
Recentemente, con i prodotti del mercatino di Genuino Clandestino, ho realizzato la piadina. Che ve lo dico a fare? Provatela!
Ingredienti per circa 10 piadine:
100 gr di farina di grano, 100 gr di farina di farro, 100 gr di farina di orzo (tutte integrali), 6 cucchiai colmi di olio EVO, una presa di sale, mezzo cucchiaino di bicarbonato di sodio, acqua qb.
In un recipiente mescolate farina, sale, olio e bicarbonato. Lavorate con le mani e aggiungete acqua tiepida fino a ottenere un impasto liscio ed elastico. Ci vorrà un po’ di tempo, vi avviso. Stendete una pallina di impasto per volta su un ripiano aiutandovi con mattarello e farina, ottenendo delle sfoglie circolari di pasta. Utilizzate una padella ampia  a fiamma vivace senza bisogno di ungere, cuocete per pochi minuti per parte, controllando quando la piadina è ben dorata. Il tempo di cottura dipenderà anche dalla padella o piastra che userete. Condite a piacere, io la mia l’ho fatta così.

piadina

Piadina vegana Falce E Mattarello con farina integrale, farina di farro, farina di orzo, condita con maionese veg, crema di rape, piselli al curry, lattuga e carote affettate.

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