La Non-Patata dell’8 Marzo

E ancora una volta: ci risiamo.
Bisogna fare chiarezza, che poi passo da denigratore delle donne.

Punto primo: il fatto da cui sarebbe scaturita la festività dell’8 Marzo è una bufala. Facilmente verificabile, ma fino a che non me l’hanno detto non mi sono mai posto il problema. Perché? Perché una professoressa ignorante così mi aveva insegnato alle medie: a causa del rogo di una fabbrica nel 1908 in cui morirono più di centocinquanta donne si “festeggia” la donna. E invece tiè:
http://attivissimo.blogspot.it/2013/03/antibufala-lorigine-della-festa-della.html?m=1
Non esisteva nessuna fabbrica Cotton data alle fiamme dal padrone che voleva punire le operaie in sciopero l’8 marzo 1908. Il rogo di cui si parla a sproposito è quello di una fabbrica in cui il  25 marzo 1911 morirono in pochi minuti 129 donne e 17 uomini: si presero nuove misure per la tutela dei lavoratori MA NON PER L’EMANCIPAZIONE DELLE DONNE.
Punto secondo: perché dire “auguri” alle donne l’8 marzo? Non capisco. Sarebbe come incontrare un uomo di colore durante una giornata di commemorazione dell’apartheid e dirgli “auguri!” o vedere il discendente di una persona scampata ad Auschwitz il 27 gennaio e dargli un mazzo di fiori con il bigliettino “Ogni internato è speciale <3”.
La festa della donna è orchestrata solo per tenere le donne sullo stesso infimo scalino su cui l’hanno costretta millenni di disuguaglianza. Allo stesso modo che per le vittime del razzismo, il bisogno di una celebrazione “in momeriam” ci indica che abbiamo la memoria corta. È il giorno dei cliché: mimose, cioccolatini, milf infoiate che palpano un cameriere di passaggio in un locale tra le risate di donne che imitano i peggiori maschilisti.
È chiaro che la condizione della donna oggi è ancora disastrosamente in disparità, ma davvero questa festa ha aiutato a rendere giustizia e uguaglianza alle vittime del machismo? Se dovessi festeggiare delle persone per il fatto di essere donne, opterei per le combattenti dello YPG curdo che lottano contro Daesh e contro il fascismo turco. Che se non sapete di che sto parlando fatevi il favore di usare google non solo per cercare porno o ricette.zero_reporter
E a proposito di ricette, ce n’è una che fornisce una valida alternativa alla classica patata al forno.
NON-PATATA CHIPS
Ingredienti: due carote, due rape bianche, due rape rosse, due pastinache, farina per polenta qb, olio EVO qb, una presa di sale, una manciata di foglie di salvia.
Pulite i vegetali e pelateli. Tagliate il tutto a fettine sottili (esistono dei pratici strumenti per affettare, costano poco, daje) e mettete in una terrina, condite con olio, sale e salvia. A questo punto passate in un piatto con la farina per polenta le vostre fettine di vegetali alternativi alla patata, e mettete in teglie, cercando di non sovrapporre troppo. Lasciate per circa mezz’ora in forno preriscaldato (ma la cottura dipenderà da quanto siete stati capaci di fare sottili le fettine) a 200°. Volendo potete dare 5 minuti extra di cottura con grill per dorare e rendere ancora più croccanti le vostre CHIPS.
In nome di questo piatto meraviglioso, vi dico: amatevi, e chi se ne fotte del genere.

 

ps Nella bellissima vignetta di #Zerocalcare, la comandante dello YPG Nasrin Abdalla.

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