Cosa vuol dire “un anno fa”, l’importanza della Cultura e della panzanella easy

L’umanità celebra gli anniversari. Nascite, morti o grandi eventi che solitamente implicano spargimento di sangue sono oggetto di celebrazioni ogni trecentosessantacinque giorni dal loro accadimento. In ogni caso c’è dolore ed emozione. Ebbene, Falce&Mattarello compie un anno. Anzi l’ha compiuto già da qualche giorno. Sangue di seitan è stato versato in onore di questa cosa. Un capretto di tofu verrà sacrificato agli dei più tardi. Non starò ad annoiarvi con l’elenco di cose successe in questi dodici mesi, dirò solo “grazie” a tutti coloro che sanno di essersi meritati il mio ringraziamento.
Un anno fa decisi di mettermi a scrivere un blog che non prendesse sul serio né la vita né la cucina ma che parlasse di entrambe le cose, così, per il gusto di farlo.
E la mia vita è cambiata parecchio da quel giorno. Che scrivere sia un atto magico per me è più che lampante. Essere letto, sapere che c’è qualcuno che prende in considerazione l’idea di spendere il proprio tempo per sapere cosa metto nero su bianco, beh, è una bella sensazione. Ho avuto le mie soddisfazioni sia qua che sulla pagina facebook del blog, sia con il libro Camera Vera Occasione e relativi social, con i concorsi a cui partecipo (ed in qualche caso vinco) e con i testi che scrivo per Bottega Finzioni, l’istituto (possiamo chiamarlo così) di Carlo Lucarelli, Michele Cogo e Giampiero Rigosi, dove insegnano, tra gli altri, Marcello Fois e Giorgio Diritti, dove sto imparando molte cose sull’arte di scrivere grezie ad una borsa di studio.
Dicevo che scrivere è un atto magico: non a caso “in principio era il verbo”. Esprimere idee a parole cambia il mondo. Se non ne siete convinti ricordatevi che in fondo la Bibbia, il Capitale ed il Mein Kampf sono “solo” libri. La cultura è ciò che smuove ogni azione umana, ma quando si parla di cultura e di fondi da stanziare per il patrimonio culturale a molti sembra che i governi sprechino soldi in amabili chiacchiere da salotto o, come diceva quella vacca della Thatcher sugli studi delle scienze sociali, “non si vede l’utilità dello studio di pratiche sessuali di qualche popolazione primitiva”, come se l’antropologia, la psicologia e la sociologia siano solo questo. Il problema è che il solo progresso tecnologico non può portare felicità agli uomini. Giusto due giorni fa sono stato a Mantova al festival della Letteratura, invitato per il premio Coop For Words. Le riflessioni fatte domenica scorsa, più che altro nel tragitto in treno, mi hanno convinto ancora di più che se la capacità di creare tecnologia non sarà accompagnata da una crescita umana, avremo mezzi potentissimi, ma per mandare in giro per l’universo delle emerite teste di cazzo. Per non essere schiavi del consumo serve senso critico. Per non essere vittime del mercato dei beni di consumo sempre più inutili è necessario lo sviluppo di un gusto personale, ottenibile con la conoscenza e la sperimentazione del bello, dell’emozionante. I libri, la cultura scritta e lo studio di materie umanistiche servono a vivere molteplici vite straordinarie, senza vivremmo solo una volta (cit). Non solo gli scrittori, ma tutti dovrebbero bagnarsi nel mare di libri che sono stati prodotti, sia quelli che ci piacciono che quelli che apprezziamo di meno.
“Ma studiare porta via tanto tempo! Come faccio io che ho poco tempo?”, ebbene cari i miei dannati borghesi capitalisti che si lagnano del poco tempo e poi passano cinque ore davanti al televisore, per non togliere tempo all’apprendimento e potersi nutrire decentemente, si può optare per piatti semplici e veloci come la Panzanella easy:
Ingredienti per 2 persone: 4 fette di pane di segale integrale, 80 gr di pomodori secchi, due spicchi d’aglio, 150 gr di funghi, un cucchiaino di salvia, un cucchiaino di sale, olio quanto basta.
Tagliate a pezzetti i funghi e mettete in una padella unta con l’aglio tritato e sbucciato, facendo saltare per circa dieci minuti a fiamma medio-bassa. Aggiungete i pomodori secchi tagliati a pezzetti e rigirate per altri cinque minuti circa. Tagliate il pane di segale a quadratini, non ci sarà bisogno di inumidirli ma mettete direttamente in padella con un’aggiunta di olio e della salvia. Salate e rigirate. E voilà. Buon appetito!
E fate gli auguri a Falce e Mattarello!

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2 thoughts on “Cosa vuol dire “un anno fa”, l’importanza della Cultura e della panzanella easy

  1. E allora tanti auguri e altri tanti tanti di questi giorni!
    p.s. Se ti sente un toscano che hai definito “panzanella” questo piatto, che tra l’altro mi pare gustosissimo oltre che easy, inizia a scappare 😉

    • Grazie!
      Eh, a fare il pignolo la panzanella è comune in varie parti d’Italia, soprattutto centro, e cambia di regione in regione. MA in sostanza è banalissimo pan bagnato. Nessun bevitore di hoha hola hon la hannuccia horta horta mi può acchiappare per questo! 😛

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