Paura come Crisi e State Freschi di Salsa Tzatziki

paura
“Indomita Genova/ Le Lacrime di Luglio/ Infondere Paura Come forma di Controllo”, diceva una gran bella canzone dei Linea77. 
Oggi ho visto una locandina di un quotidiano, “il resto del carlino” che ha deciso di usare dei toni ovviamente pacati e poco sensazionalistici. “PAURA” per un uomo investito. “GIORNO DEL GIUDIZIO” per la partita di calcio della nazionale. Ma io non ho voglia di avere paura. Non ho voglia di sentirmi male per cose di cui non m’importa. Sarò irresponsabile e immaturo, ma non voglio vedere opinioni che distorcono i fatti.
La grande paura dei nostri giorni è la crisi. Ogni tanto condita di paure a caso, come la violenza, la povertà, ma soprattutto il meteo e la viabilità. Se c’è una cosa che ho imparato dalla mia esperienza con i bulli, è che chi ha paura passa il tempo a temere il dolore e soffrire anche quando non avrebbe da temere. Chi invece non ha paura soffre esattamente come chi ha paura, ma solo per il tempo necessario a riprendersi da eventuali botte. Un bel risparmio di tempo e di sofferenza inutile, insomma.
L’idea che mi sono fatto di questa crisi è che il timore verso i suoi effetti abbia fatto da deterrente per convincere la gente di varie stronzate: bisogna sacrificare posti di lavoro; bisogna tagliare le spese sociali; diminuiamo l’assistenza sanitaria; non possiamo tagliare opere inutili e mostruose come la Tav o gli aerei da guerra. I bulli in giacca e cravatta ci hanno convinto che dobbiamo temerli. Altrimenti la crisi ci farà male. Il grande spauracchio che ci viene agitato di fronte è quello della crisi greca. Giusto ieri ho visto “In Debito”, il capolavoro targato Vinicio Capossela e Andrea Segre, girato in Grecia nelle osterie dove si cantano canzoni di amore e ribellione. E quel film mi ha fatto pensare.
La crisi? Il vero scoop è che produciamo più di quanto potremmo mai smaltire. Gettiamo tonnellate di cibo ottimo. Investiamo in cose che non esistono.
Ecco cosa è la vera crisi. L’idea che si possano buttare containers interi di cibo perfettamente commestibile mentre il pianeta ha fame.
Per contrastare la crisi.
Tagliare il welfare mentre i più deboli si suicidano per la disperazione.
Tutto questo è crisi.
C’è un momento in cui si vede chiaramente il bullo per quello che è: debole, vigliacco, a ben vedere uno sfigato che nella vita farà schifo. Il film di Capossela e Segre mostra una Grecia colma di una dignità antica, che cammina con le gambe di una cultura millenaria e canta in faccia ai nuovi despoti del denaro. La crisi teme la cultura e la dignità. Tenete stretta l’una e l’altra, se volete combattere la crisi. Non scendeteci a compromessi oggi, perché come un bulletto domani tornerà a chiedere di più.
Fa caldo e c’è una presunta crisi. Mi dicono che la nazionale azzurra torna pure con le pive nel sacco da un’esperienza sportiva deludente. Meglio rinfrescarsi un po’. Una salsa fresca che viene dalla Grecia è la celebre Tzatziki. La versione vegana necessita di un ingrediente ormai semplice da reperire: lo yogurt di soia.
Ingredienti: 3 cetrioli, 100 gr di yogurt di soia, uno spicchio d’aglio, 3 cucchiai di olio EVO
Pelate e tagliate i cetrioli, dividendoli in due per la loro lunghezza. Disponeteli su uno scolapasta coprendoli con qualche manciata di sale grosso e lasciateli almeno mezz’ora ad asciugare. Strizzateli delicatamente con un canovaccio, sciacquate brevemente per togliere il sale e strizzateli di nuovo. Se necessario ripetete l’operazione. Grattuggiateli, volendo con l’aiuto di un robot da cucina o con una grattugia grossa, e aggiungete l’aglio tagliato finemente, lo yogurt e l’olio. Mescolate e καλή όρεξη!

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4 thoughts on “Paura come Crisi e State Freschi di Salsa Tzatziki

  1. Dalle crisi di solito nasce sempre qualcosa di buono, trasformazioni, cambiamenti, miglioramenti, costruttività…ma questa non è una crisi, credo sia solo la naturale implosione del capitalismo, chè non si può crescere all’infinito senza scoppiare, chè quando si tolgono soldi pubblici a istruzione, sanità, servizio sociale e li si usa per salvare le banche dai loro stessi errori c’è qualcosa di marcio alla base, altro che crisi!
    Il docufilm di Capossela e Segre sono riuscita a perdermelo tutt’e due (o tre?) le volte che è stato proiettato a Bologna, ma non demordo 🙂
    E lo tzatziki è l’unico modo in cui riesco a mangiare i cetrioli 😉

    • Ma infatti io credo che anche questa sia crisi perché nascerà la consapevolezza che non abbiamo bisogno di molte cose che invece ci fanno perdere tempo e denaro, come tre televisori, due macchine, sei cellulari e quaranta paia di scarpe per una famiglia di tre/quattro persone. E non abbiamo bisogno di orpelli e cibi consolatori, di fare shopping se siamo depressi, di medicinali per malattie che non esistono come la calvizie o la cellulite… Semplicemente riscopriremo il buonsenso, per cui non avremo più industrie inutili e sarà l’arte a farci emozionare anziché un prodotto commerciale frivolo. Però prima ci sarà dolore, e ci sarà paura. Questo è il problema.
      Comunque ti consiglio vivamente di vedere “InDebito”, procuratelo perché ne vale la pena!

  2. Pingback: Keep calm and don’t fear the crisis (with tzatziki sauce) |

  3. Pingback: Gli stupidi non hanno memoria (e non si meritano le Panelle) |

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