Io tifo R’lyeh (Cthulhu porta loro sofferenza) e la crema fredda da pasto

C’è una possibile nuova guerra mondiale che potrebbe partire dall’Europa, in Ucraina. Gli USA riconsiderano i loro piani di bombardamento in Iraq visto l’incremento di forze jihadiste. Dell’Utri è arrivato in Italia. La crisi ci sta ancora falciando. Ma indovinate qual’è il primo titolo di molti quotidiani online?
Chi mi conosce sa quanto io ami il calcio. Lo amo quanto amo il caffé amaro.
Io odio il caffé amaro.
E qui di solito parte la discussione “non capisci” “il calcio è come l’arte” “sono emozioni” e altre puttanate argomentazioni che non fanno altro se non farmi perdere fede nell’umanità. No, sul serio: se pensi che Picasso e materazzi abbiano gli stessi meriti prendi in considerazione l’ipotesi della sterilizzazione, per il bene tuo, della tua ipotetica prole e soprattutto per il bene altrui. Potrei aggiungere che non ci trovo nulla di male nello sport o nel gioco: è l’immane cornice da buffoni che mi turba, provo orrore per i calciatori interpellati come filosofi che scrivono libri di cui non c’era bisogno, l’idealizzazione di eroi che non fanno nulla di eroico, l’invidia per uno stile di vita lussuoso e troieggiante. Per non parlare di coloro che vengono definiti “giornalisti” e parlano di miliardari che calciano una palla. Illuminateci. Datevi fuoco.
Per motivi vari ed eventuali ieri sera sono finito ai giardini davanti ad un megaschermo, in occasione della prima partita dei mondiali di calcio 2014. Guardavo la partita? No, ero più interessato agli italiani intenti a guardare la partita. C’è la partita, la guardano. E tifano. Sono italiani ma tifano Brasile. Per sport. “Lodevole.” E il loro spirito sportivo li porta a fare commenti anti-Croazia. “No, aspè. Come?” Tra i quali:
-questi handicappati che perdono le guerre;
-questi froci;
-questi mongoloidi slavi.
Per coronare il tutto lasciano cicche e bicchieri di carta sul prato e se ne vanno continuando ad inneggiare una squadra di negri. Mi è chiaro che per l’italiano standard in odor di razzismo i negri possono anche essere degni di stima e lode: basta che tirino calci ad un pallone contro una squadra di una nazione straniera. Qualora la nazionale azzurra dovesse affrontare il Brasile, mi è abbastanza facile intuire che genere di commenti farebbero i tifosi che ho potuto osservare da vicino stasera. Ci scommetto che il registro cambierebbe da “eh, sono sempre uno spettacolo” a “questi brasiliani di merda”. E non tiriamo in mezzo Balotelli, per carità: l’italiota razzistoide si sente meno razzista se ha tifato per un negro, ma il razzista che fa delle eccezioni non smette di essere razzista, cerca solo di averla vinta. Fidatevi, grezie.
La seconda considerazione che mi è saltata in mente è: quanto sono incattivite le persone? Ogni pretesto è buono per poter sbraitare e dare fondo al peggio di sé. Non c’entra lo sport. C’entra la rabbia. Siamo arrabbiati per un sacco di cose. E se possiamo urlare insulti e improperi o comportarci come scimmie esultando per un pallone preso a calci lo facciamo.
Insomma, anche quest’anno tiferò R’lyeh, “Non è morto ciò che può giacere in eterno, e in strani eoni può anche vincere la coppa”.
In attesa della resurrezione di Cthulhu e della distruzione degli stadi mi preparerò un piatto fresco come la crema rossa che ci sta bene nelle insalate di pasta o riso.

Ingredienti: 2 rape bollite, mezza verza verde, uno o due spicchi di aglio, un cucchiaio di crema d’aceto balsamico, uno o due fichi caramellati, un bicchiere di vino bianco fermo, sale, alloro o salvia.
In una padella unta con olio EVO fate scaldare l’aglio tagliato grossolanamente. Tagliate le rape e la verza a pezzetti ed aggiungete in padella. Dopo aver mescolato con cura, salate ed aggiungete il vino e la crema. Fate cuocere per circa venti minuti e quindi fate riposare nella padella. Quando il composto sarà freddo, toglietelo dalla padella e frullatelo con i fichi, ottenendo una crema. Rimettete per qualche minuto in padella con l’alloro e la salvia a vostra discrezione e fate freddare. Questa crema dolce e dal colore vivace è ottima per le insalate di pasta fredda o da mangiare con dei crostini. Forza Cthulhu!

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