Non sei tu, sono io. E ho bisogno di sacher

ATTENZIONE: PERICOLO FLAME POLITICO. PRIMA DI CONTINUARE A LEGGERE FACCIAMO TUTTI UN BEL RESPIRO E RICORDIAMOCI CHE FALCE&MATTARELLO NON È UN BLOG SERIO, QUELLA QUA SOTTO È UN’OPINIONE

“Tsipras, non può funzionare: non sei tu, sono io. Mi spiace molto.” Lo ammetto. Sono disilluso, scoraggiato e anche un poco girato di coglioni stanco. Credo sia molto riduttivo dire “giovani, riappropriatevi del futuro, votatemi”. Sarà che ultimamente ho un senso per l’horror vacui che mi piglia malissimo per cui cerco di riempire i vuoti spesso e volentieri con il risultato di fare una vita caotica, ma il vuoto che scorgo dietro alcuni discorsi mi lascia molto poco entusiasta sul futuro della cosiddetta “sinistra”. Tsipras non è Mujica. Questo mi è chiaro. Ha passato buona parte del tempo del suo discorso in piazza Maggiore a Bologna (ho fatto una corsa per sentirlo che manco vi sto a dire) a denigrare i suoi avversari. E direi che fin qui c’ha anche ragione. Ma ho avuto un triste dejavu di quando seguivo il PRC, di quando cioè credevo che “le parole d’ordine dei compagni” volesse dire grandi cose. E invece no. Stratagemmi rassicuranti, richiami all’etica antifascista, citazioni dei grandi come Gramsci, il tutto per chiedere una cosa: datemi il vostro consenso. Non ha senso fare un riassunto della storia della sinistra nel programma elettorale: avrei preferito sentire parlare di economia, potere d’acquisto, autonomia energetica e produttiva… e i discorsi di piazza stanno sempre più sembrando chiacchiere da bar. Gente che ripete a pappardella che berlusconi fa schifo, che renzi è uguale al predecessore, che è tutto un magna-magna. Chiaro che a certe gente non puoi proporre discorsi troppo elaborati. Non è una buona manovra d’immagine, meglio puntare sul discorso più facile, “di pancia”, ma di sinistra. Grosso autogol poi chiamare in causa la cgil come un faro della sinistra. Ho i brividi solo a scriverlo. Magari Tsipras invece è veramente diverso, un illuminato e capace uomo di sinistra finalmente pronto a portare un po’ di vigore a questa Europa ridotta ad uno straccio. Ma lo ripeto: sono io. Non mi voglio impegnare seriamente in questa cosa Tsipras. Troppe delusioni in passato forse mi hanno reso amaro. A questo giro il consenso non lo do proprio a nessuno. Sbaglio? Forse. Così come magari ho sbagliato in passato votando per chi sembrava volermi accompagnare per mano verso un futuro radioso. Sbagliare in buona fede però non è un grande passo avanti. A chi mi vuole dire che solo votando si cambiano le cose voglio rispondere in anticipo: forse ci vuole l’umiltà di ammettere che il voto (e conseguentemente il nostro pensiero) non ha peso. “Se votare facesse qualche differenza sarebbe illegale”. Sad but true. Vi ricordate i referendum su acqua pubblica, nucleare e legittimo impedimento? Ecco. La politica si fa anche in altre maniere. Prima fra tutte, con le scelte di tutti i giorni, quando facciamo la spesa, quando decidiamo come muoverci, quando ci uniamo ad altre persone per gli scopi più disparati. La politica permea la nostra vita quotidiana molto più di quanto ci illudiamo. Anzi, il voto è quasi un accessorio che ha dimostrato la sua pochezza anni fa.
Sono tempi duri. Non illudiamoci che internet e i progressi tecnologici abbiano cambiato chissà quanto la condizione dell’uomo. Ci sono ancora faraoni e schiavi che dicono “Oh che delizia, viviamo certamente meglio degli schiavi del paese vicino, grezie”.

E a rileggere quello che ho scritto ho pensato “madò cheppalle, quanta amarezza!” Per consolarci, cosa c’è di meglio del cioccolato? E finalmente, (visto che la rimando da un botto) ecco una ricetta veggie dolce donatami da un compagno di allenamento.

SACHER VEGANA
250 gr di farina, 15 gr di cacao amaro, 120 gr di zucchero di canna, 85 gr di olio di semi, 250 gr di latte di soia, 80 gr di cioccolato fondente, 1 bustina di lievito per dolci, un pizzico di sale, succo di limone, 1 cucchiaio di marmellata di albicocche.
Per la glassa: 150 gr di cioccolato fondente, 70 gr di latte di soia, 1 cucchiaino di olio di semi, un cucchiaio di zucchero
Per la farcitura: 150 gr di marmellata di albicocche, succo di limone

Mescolare gli ingredienti secchi, poi aggiungere il cioccolato fuso, il succo di limone, la marmellata, l’olio e mescolare bene. Infornare in forno preriscaldato a 180° per 30/35 minuti, verificando la cottura con uno stuzzicandenti. Una volta raffreddata tagliare in due dischi di uguale spessore, farcite con la marmellata, diluita con il limone in precedenza fino ad ottenere una consistenza adatta non troppo liquida, e coprendo il tutto con la glassa ottenuta facendo cuocere a bagnomaria i relativi ingredienti. Non ho idea di quanto tempo possa conservarsi una roba del genere in frigo perché ha una vita media che si calcola in minuti, non in giorni.

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