Il Curry che non t’aspetti

India India, (eh), quante volte ti ho visto sulla cartina e ti ho sottovalutato. Così cantava Elio ne “l’eterna lotta tra il bene e il male”.

E l’India rappresenta una meta talmente tanto esotica e piena di emozioni che c’è chi, come mi raccontava un fisico che lavorava tra USA, Italia e India, una volta arrivato nel paese dello Yoga può perde la testa. Oh, il mio informatore è uno con la testa sulle spalle ripiena di cervello di prima scelta. Eppure l’India sconvolge anche le menti più ordinate. Ogni cosa è più intensa, ogni odore, ogni colore, ogni rumore sembra entrarti nelle cellule. Con il risultato di disorientare i nostri schemi occidentali e perdere sia la strada che sé stessi. Chiaramente dipende anche da che ci va a fare uno in India.

C’è anche chi si sente a casa, come altri che ho conosciuto. Chi guarda affascinato millenni di cultura con conoscenze filosofiche e mediche e riconosce nell’India la culla di tutta la cultura come la intendiamo. Chi scorge un enorme market nato sui vizi fricchettoni di figli di papà europei che per sentirsi spirituali devono spendere soldi. Chi invece vede un luogo di autentica crescita. Chi ha ragione? Va’ a scoprirlo!

L’India è in realtà molte altre cose, tipo uno dei più grandi produttori di software del mondo, ha uno dei partiti xenofobi di estrema destra fra i meglio armati, più organizzati ed estesi del mondo, movimenti ultranazionalisti rei di vari crimini che mica scherzano, più alcuni problemini come: schiavitù, povertà dilagante, mancanza di un sistema igienico degno di questo nome, condizione della donna spesso drammatica; ciliegina sulla torta, ha l’atomica e un paio di vicini incazzosi che hanno l’atomica anche loro. Oh, inoltre ci sono bestie talmente infime e bastarde che secondo la leggenda quando il cantante dei Red Hot Chili Peppers è andato in viaggio nel paese dei Veda gli si è piantato una specie di Kaiju tra i capelli che li ha dovuti rasare. Che se uno si ricorda che capelli aveva Anthony dei RHCP un po’ ci piange. Ma mai quanto lui, grezie. Quando Richard Gere ha azzardato posare quelle sua barbara bocca sulle dolci labbra di quella topona fotonica grandissima artista che è Aishwarya Raj il paese è insorto con violente manifestazioni.

E sticazzi il continente fricchettone dove tutto è placido come il fiume Gange. Ma lo sapete che bestie ci sono nel Gange? Che danni fa se si incazza il Gange? Il Sacro Gange è talmente inquinato che il mare sulla sua foce è DOLCE. E l’hanno chiamato miracolo.

Ciò nonostante, io in India spero di andarci, ma ci voglio andare con un po’ di maturità e occhio critico, utilizzando un po’ degli studi di antropologia che ho fatto oltre che una scorta di enterogermina che il farmacista ogni volta che mi vedrà dirà “grezie”. Che sì, sarò buddhista e internazionalista e tutto quello che vi pare, ma non voglio passare neanche per il coglione lo sprovveduto di turno che si fa intortare dai finti santoni e ciupafighetti che vivono di occidentali coglioni sprovveduti.
Ma come far entrare in sintonia la nostra cultura italiota e la cultura indiana, così ricca di spezie e colori?

Per molto tempo mi sono interrogato sulla possibilità di unire il curry alla nostra pasta, ed ecco finalmente la risposta:

Pasta fagioli e curry

Ingredienti: 200 gr di fagioli cannellini, 200 gr di mezze penne rigate, due bicchieri di passata di pomodoro, una cipolla rossa medio-piccola, una carota non troppo grande, un cucchiaino di curcuma, un cucchiaino di cumino in polvere, un cucchiaino di semi di coriandolo in polvere, sale e olio qb.

Pulite e tagliate finemente la cipolla e la carota e mettete a soffriggere a fuoco medio, aggiungendo dopo 3-4 minuti i fagioli scolati e le spezie. Aggiungete la passata ed un cucchiaino di sale, mescolate a fiamma bassa per cento otto ripetizioni del mantra Ohm Tare Tuttare Ture Mama Ajur jnana punye pushting svaha (tipo un quarto d’ora per i meno fricchettoni). Lasciate nel tegame coperto. Scolate la pasta precedentemente cotta in acqua bollente e salata (non devo spiegarvi come si sala l’acqua, vero?) ed aggiungete alla vostra salsa ricca di proteine.

Namasté

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