L’ultraviolenza culturale del latte più di soia

Ho scoperto che tra i miei amici alcuni non hanno mai visto Arancia Meccanica. Lo so. Oltre ad avermi messo profondamente in crisi facendomi riflettere sui tempi che cambiano, questa constatazione mi ha dato un certo imbarazzo, soprattutto perché sono andato ad una festa di carnevale con il sospensorio sopra i pantaloni bianchi, camicia, occhio dipinto e cappello nero come il protagonista del film, e qualcuno avrà pensato “mah, sarà vestito da gran coglione maniaco”. Pazienza. Ho scelto il costume di Arancia Meccanica perché fin da piccolo quel film ha esercitato un gran fascino su di me, e non avendo più i capelli lunghi da metallaro non potevo fare di nuovo Eric Draven da “Il Corvo”. Sì, per i miei costumi uso quasi sempre film che porca miseria guarda grezie. Quest’anno ho scelto Arancia Meccanica, dicevo. Perché? Perché no, direi io, è una pellicola magnifica. Per quei quattro individui che si sono risvegliati recentemente dal loro coma ventennale a cui comunque non voglio rovinare la storia, nel film ci sono quattro ragazzi che fanno disastri in giro, ammazzano, stuprano, rubano, menano come se non ci fosse un domani convinti di essere liberi ed impuniti forever and ever. Alcuni di questi finiscono a fare gli sbirri altri i politici. Ecco perché è stato censurato: perché è troppo realistico. Non perché i ragazzi consumano “latte più”, ovvero droghe varie ed eventuali miscelate a latte. Nel mio caso, poi, si sarebbe trattato di latte di soia, il quale è un ottimo ingrediente per un dessert leggero e salutare: il budino di riso.

Ingredienti: 1/2 bicchiere di riso basmati, 1/2 litro di latte di soia, 3 cucchiai di zucchero di canna, 4 bacche di cardamomo, 50 gr di pistacchi non salati sgusciati ridotti a granella

In un tegame mettete il latte, lo zucchero ed il riso, portate ad ebollizione quindi abbassate la temperatura e mescolate di tanto in tanto a fuoco medio. Prendete i semini neri all’interno delle bacche di cardamomo ed il pistacchio, unite al latte vegetale mentre è ancora sul fuoco. In circa quaranta minuti avrete ottenuto una crema liquida che farete raffreddare per poi mettere in frigo e servire fredda.

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