La “Maledizione della Maschera Ostile” e l’insalata grassa

Sono stato alla manifestazione No Tav di ieri. I motivi per esserci erano molti e nessuno di questi trascurabile. La devastazione del territorio nel nome del profitto, l’assurda accusa di terrorismo ed altri temi molto importanti sono stati esaurientemente esposti e trattati da persone ben più informate e autorevoli di me, anche non necessariamente appartenenti alla causa dei centri sociali e della lotta al sistema ma comunque interessate a fare luce su quello che è un mostruoso tentativo di sperperare denaro pubblico per qualcosa di utile quanto un buco del culo sul gomito una stazione di servizio volante per dirigibili. Insomma, incontro un paio di amici e comincia il corteo. Il clima, noto, è teso. Centinaia di denunce di vario tipo e quattro arresti per terrorismo non hanno certo contribuito a calmare gli animi. Stavo facendo un video per riprendere la lettura di un comunicato da cui trarre spunto proprio per scrivere qualcosa in proposito, quando sono stato avvicinato da tre compagni sospettosi. Lì per lì l’ho presa a ridere. Ho trovato un poco paranoico il timore che il mio cellulare fosse uno strumento del nemico per riconoscere i volti dei compagni in corteo. “Chi sei” “A che realtà appartieni” (giuro una ha detto così, ma che siamo su Fringe?) “Perché facevi riprese col cellulare”. Al che, perché contrariamente a quanto si può credere io non sono una persona polemica, ho risposto tranquillamente “sono un blogger, frequento alcuni centri sociali di Bologna, riprendevo per metter su qualcosa sul mio blog”. Sembrava una situazione ironica alla Andrea Pazienza. Poi però ho cominciato a pensare. Ho questo vizio, di tanto in tanto. Ho pensato che se non vuoi essere ripreso, per timori che posso capire ma non condivido, non scendi in strada in una città come Bologna che ha migliaia di telecamere anche davanti alle gelaterie, men che meno vai ad una manifestazione in cui matematicamente qualche digossino starà facendo riprese con mezzi ben più potenti del mio cellulare. Solo dopo ho pensato: dovevo giustificarmi? Onestamente questo tipo di paranoie ce le avevo quando avevo neanche vent’anni. E poi: da quando scendere in strada equivale a far “parte di una realtà”? Fare riprese per strada (in una città piena di radical-chic armati di reflex ad ogni angolo) è veramente un problema rispetto al digossino che sa anche di che colore hai le tende in casa tre secondi dopo che ti sei infilato nel corteo? E soprattutto: quanto cazzo sembro vecchio per questi ragazzi che sul mio volto hanno pensato di scorgere uno poliziotto? Ma porca vacca, la madama mi ferma perché a quanto pare ho una faccia da delinquente, i g-g-giovani mi guardano con sospetto perché sembrerei uno sbirro… e in giacca e cravatta sembro un sicario della mafia! No, ma allora ditemelo voi come mi devo vestire per non sembrare sospetto, altrimenti comincerò a prendere in considerazione l’idea di girare nudo, grezie! Insomma, No Tav tutta la vita, ma che situazioni bizzarre che si vivono in questi giorni. Quante incomprensioni, per strada e anche altrove. Tipo quelli che in cucina si riducono a pensare che l’insalata sia un alimento poco sostanzioso. Provate a fare un’insalata corposa e poi vediamo se credete ancora che un po’ di verdura non vi possa saziare!

Ingredienti: 1 lattuga iceberg o romana, 1 cetriolo, 3 fette di pane, 4 cucchiai di veganese, 2 cucchiai di uva passa, olio, sale e rosmarino q.b.

Lavate e tagliate la verdura, se usate i cetrioli olandesi non avrete neanche bisogno di pelarli. In una padella o in forno col grill fate dorare il pane tagliato a cubetti, oliato e insaporito con sale e rosmarino, mettendolo poi a raffreddare a parte. A questo punto unite in un recipiente ampio i vari ingredienti e buon appetito, a qualunque realtà apparteniate e qualunque età vi affibbino.

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3 thoughts on “La “Maledizione della Maschera Ostile” e l’insalata grassa

    • Temo che più che l’abitudine alla lotta il problema sia l’abitudine a ritenersi unici protagonisti, un problema molto diffuso nella sinistra italiana, sia parlamentare che antagonista. Detta un po’ brutalmente ci si dovrebbe ricordare che nessuno è indispensabile. Ma so’ regazzi, in fondo, anche io alla loro età ero più lapidario e rigido 🙂

  1. Pingback: Zuzzurellando tra i germanesi – La mafia vista attraverso gli occhi del paese dei wurstel |

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