Ode alla Zuppa

Il punto più alto della tecnologia, dell’economia e della razionalità in cucina non è il forno a microonde (diabolico strumento quasi inutile per fare qualsiasi piatto dal buon sapore, a mio parere) o il frigo che col suo nuovo chip incorporato ti mette i like su facebook.

La zuppa è il vero segnale di una conoscenza culturale a portata di civiltà spiritualmente ed intellettivamente avanzate. È il cibo di livello professionale ma alla portata anche dei novellini.

Anzitutto, fare una buona zuppa vuol dire saper combinare per bene degli ingredienti: ma è difficile sbagliare e fare una zuppa immangiabile. Per iniziare, possiamo dire che poche cose sono sconsigliabili da gettare nella vostra zuppa: personalmente trovo poco buone le zuppe di birra, sono molto complesse da preparare quelle con caglio o formaggio e le uova (quando le mangiavo) non erano tra gli ingredienti che contemplavo per la zuppa.

Ci sono diversi cibi che si tuffano insieme in questo magnifico piatto e, ciascuno, con una storia diversa: abbiamo ingredienti crudi o preparati tramite concentrazione, essiccamento, cottura separata, soffritto, bollitura eccetera. Se lo puoi cucinare, ci puoi fare una zuppa.

Da un punto di vista alchemico la zuppa è uno di quei piatti apparentemente semplici ma che rivela grandi misteri. C’è il fuoco delle spezie e della cottura, l’aria degli aromi dati dalle erbe, l’acqua del brodo e la terra dei cibi che bilanciano la sostanza. Ci sono tutti gli elementi, più uno: il quinto elemento è la zuppa perfetta. Gli stati di aggregazione che si studiano in fisica coesistono in un unico modello per cui stato gassoso (aroma) stato liquido (brodo) stato solido (bocconi) confluiscono in un nuovo stato: lo zupposo, caratterizzato da presenza semiliquida che varia in grumi compatti e solidi mentre coi vapori ti da un effetto corroborante.

Anche a livello fisiologico e psicologico questo straordinario piatto ricopre una gamma di proprietà fuori dal comune: rinfrancante, riscaldante, nutriente, può regolare l’attività intestinale, può aiutare ad idratare, innegabilmente dotato di un potere rilassante (non è possibile finire una ciotola di zuppa di corsa): è il grande piatto coccoloso per eccellenza, ma senza eccessiva dolcezza e non fa sentire in colpa se ne si fa il bis.

Mangiare zuppa è socialmente positivo perché per quanto talvolta ci si sforzi a cucinare per uno se ne preparerà sempre più di una porzione, il che suggerisce di condividere la propria zuppa, e come i saggi sanno, condividere è felicità. La zuppa è un piatto comunitario ed egualitario, nessun colore puro o credo si distingue in una zuppa.

Generalmente le ricette di zuppa sono anche abbastanza economiche rispetto ad altri piatti, con pochi euro si possono nutrire efficacemente molti invitati, e se c’è un alimento che di solito non si gusta facilmente, il sapore di zuppa metterà tutti d’accordo. E non credo esistano persone che non amano la zuppa, se ne incontrate fate attenzione, potrebbero essere rompicoglioni alieni sotto mentite spoglie.

La zuppa è indicato come nutrimento per le persone indebolite, è dunque rinforzante e dona piacere e quindi anche salute. E quando fa freddo non c’è cena migliore della zuppa.

Per questo e per tanti altri motivi, cara zuppa, grezie.

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