Sherlock Holmes e lo strudel salato del mistero

Tra le tante cose che nella mia vita infantile hanno avuto un certo peso c’è stato sicuramente l’incontro con Sherlock Holmes. Uno dei personaggi della letteratura tra i più brillanti e carismatici. Il suo punto di forza? Cercare di non essere per niente carismatico o brillante. Chi si sforza di apparire sotto una luce positiva rischia solo di darsi la zappa sui piedi. Chi si comporta naturalmente, a dispetto della sua storia personale, ha molte più chance di far lavorare decentemente il proprio cervello e non fare figure di malta. C’è poi il non trascurabile dettaglio che, sebbene acchiappasse criminali, Sherlock Holmes non era per niente uno sbirro ed era interessato solo a casi in cui c’era la necessità di ristabilire la giustizia e rendere un servigio utile alla società, all’umanità intera, anche a discapito della cosiddetta “legge”. Un brillante uomo moderno, un po’ bizzarro, tipo che non sapeva neanche che la Terra girasse intorno al Sole, ma era capace di dedurre esattamente il colore di capelli della ragazzina di cui eravate innamorati alle medie guardando una foto di un cono gelato che avete mangiato in vacanza a Ibiza l’anno scorso. E poi era un antirazzista, come dimostra la storia in cui una tizia nascondeva al marito la sua figlioletta avuta da un precedente matrimonio misto e Sherlock, scoperto l’inghippo, coi suoi modi di fare da baronetto inglese e col suo accento oxfordiano disse una roba tipo “Eh allora! Avete rotto il cazzo con tutte ‘ste stronzate! Tu, porta a casa questa paranoica di tua moglie e la regazzina che tra qualche anno ve le spiego io che vuol dire CBCR (*vedi nota), grezie!”  che anche a Sherlock piaceva il cioccolato, no? Oh, era un racconto dei primi del ‘900, e il grande Sir Arthur Conan Doyle diceva già cose che a confronto Martin Luther King a era un moderato di vedute strette!

Ma perché Sherlock Holmes ha avuto così tanta importanza per me? Credo sia per il fatto che, all’infuori delle regole imposte dalla società, trovava il modo di far trionfare qualcosa di più importante del “buonsenso”, dimostrando che “buonsenso”, spesso, è solo una parola per nascondere i propri limiti morali ed intellettuali. Un limite della cucina nostrana, invece, è sicuramente quello di ritenere le mele soltanto un frutto, un ingrediente utile al massimo per i dolci. Questa ricetta mi è venuta in mente mentre assistevo ad uno spettacolo teatrale in cui un personaggio ridicolmente sofisticato diceva di impazzire per lo strudel di cavolo, ed io pensai “Strudel salato…perché no?” Ed eccovi la ricetta dello strudel salato che ribalterà i vostri preconcetti come sir Doyle ribaltava quelli del suo tempo:

Ingredienti: 1 rotolo di pasta brisè vegan, 2 mele (non verdi), 1 cipolla bianca grossa, 1/3 di cavolo romano o verza verde, 2 cucchiai di crema di aceto balsamico, sale, olio

Tagliate la cipolla finemente e mettete a cuocere a fiamma bassa in una pentola antiaderente capiente con poco olio, facendo appassire. Tagliate a cubetti le mele pulite e private del torsolo, lasciate pure la buccia, se volete. Pulite e tagliate il cavolo (o verza) e aggiungete insieme alle mele nella pentola, aggiungendo un bicchiere di acqua e ad una presa scarsa di sale. Alzate un poco la fiamma, cuocendo per venti minuti circa. Rigirate ogni cinque minuti il vostro composto: le mele probabilmente cominceranno a perdere consistenza e quando mancheranno cinque minuti alla cottura aggiungete la crema di aceto balsamico. Lasciate riposare a fiamma spenta nella pentola col coperchio.

Stendete la pasta su una teglia, disponete il vostro composto al centro e richiudetelo piegando la pasta in modo da formare un involto, cercando di non lasciare spiragli. Infornate in forno preriscaldato a 180° per venti minuti circa.

Elementare, bitch! Watson!

*Spiego per coloro che non hanno avuto l’ebrezza di vivere a contatto coi tamarri di periferia, tale sigla, CBCR, sintetizzava il concetto di “Cresci Bene Che Ripasso”, rivolto spesso ad una giovane donzella se si subodorava il rischio di una denuncia per molestie su minori

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2 thoughts on “Sherlock Holmes e lo strudel salato del mistero

  1. Anche io adoravo Sherlock Holmes da ragazzina, c’era anche un bellissimo cartone disegnato da Miyazaki che ha decisamente accresciuto la mia stima per sir Holmes.
    Massima stima anche per il tuo strudel, che mi sono già appuntata nei segnalibri 😉

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