Del finto compleanno di Gegiù, di fughe all’estero e di crostate ubriache

E ci siamo!

I motivi per cui questo periodo dell’anno fa schifo sono tanti e non starò qua ad elencarveli come un vecchio anarchico brontolone. Ci basti sapere che Gegiù non è nato il 25 dicembre, che il ciccione ammazza sindacalisti in tuta rossa appartiene alla cocacola e che non esiste nessun traguardo spaziale sospeso nella nostra orbita planetaria con scritto “buon anno nuovo” con arrivo previsto il 31 dicembre. Per non parlare di quella vacca della befana.

Anticamente tali festività, che noi celebriamo erroneamente come uno sfrangimento di balle colossale e messe in chiesa ogni tre per due, erano dedicate ad un sentimento più prossimo al sollievo che alla giuoja per il compleanno di un mistico palestinese: servivano infatti a dire “Ehi! Ce l’abbiamo fatta, il peggio è passato, siamo vivi anche quest’anno e le giornate si stanno di nuovo allungando!” e visto che a quei tempi non c’era molto da fare, giù di battutacce perché uno aveva detto “allungando”, che da lì al festino orgiastico era un passo, per gli antichi pagani.

Insomma, si moriva di peste, ma almeno ci si divertiva.

Oggi invece, plagiati da decenni di propaganda bigotto-capitalista, ci si ritrova in casa a riesumare ricordi e rancori coi parenti e affini, buttando giù il senso di colpa per aver mangiato troppo continuando a mangiare come idrovore senza fondo. “No, niente zucchero nel caffé che fa ingrassare” è la frase di rito.

Ogni anno penso “ho del tempo, posso prepararmi, posso ancora fuggire, prendere un passaporto falso ed andare a imboscarmi nella casa in Argentina che un mio amico ha già ordinato in caso di fuga” e poi invece, come ogni anno, va in onda il solito palinsesto condito da commedie da due soldi, pranzo da ulcera, domandone intelligenti tipo “E il lavoro? E la fidanzata? E torni di nuovo?”.

Un anno, oh sì quell’anno sarà fantastico, sarò in Thailandia per le feste. E chi s’è visto s’è visto, ciao, mandaci una cartolina e grezie.

 

Insomma, visto che è un periodo un po’ del cazzo, come di solito ci si ritrova a dire nel cliché del periodo natalizio, vediamo un dolce consolatorio con pochi zuccheri e tanta frutta, ma anche con dei superalcolici che siamo mica dei santi della fava, qui.

 

200 gr di farina 0

10 cucchiai di sciroppo d’agave, in alternativa zucchero di canna grezzo

50 gr di margarina senza grassi idrogenati

4 pere

1/2 bicchiere di grappa o amaro d’erbe

latte di soia o riso quanto basta

1 cucchiaino di cannella in polvere

1 cucchiaino di zenzero in polvere o un pezzo di zenzero fresco delle dimensioni di una falange

 

Setacciate la farina in un recipiente e versate tre cucchiai di sciroppo d’agave, la margarina tenuta a temperatura ambiente per qualche ora e lavorate con il tanto di latte necessario ad ottenere un impasto liscio che lascerete a riposare venti minuti.

Lavate ed affettate le pere, non importa sbucciarle, ottenendo tocchetti di piccole dimensioni. Mettete le pere a pezzetti su un fornello a fiamma media in un tegame.Unite lo sciroppo d’agave (o lo zucchero) e le spezie, rigirando di tanto in tanto con un mestolo di legno. Dopo circa dieci minuti aggiungete la grappa o amaro ed eliminate l’alcol semplicemente facendolo evaporare. Ulteriori dieci minuti di cottura dovrebbero essere sufficienti.

Prendete l’impasto per la base della crostata e stendetelo con l’aiuto di un mattarello; disponetelo in una teglia unta (meglio se avete una di quelle teglie di silicone che non hanno bisogno di ulteriori grassi) adattando la pasta nei bordi interni senza lasciare spazi vuoti. Versate le pere caramellate e speziate nella teglia e ricoprite con eventuali avanzi della pasta.

Infornate in forno preriscaldato a 180° per quindici-venti minuti, lasciando raffreddare prima di servire.

E il resto della grappa?

Indovinate un po’!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...