Scuse dimmerda e risotti imperdonabili

Esistono dei coglioni coglioni che vi diranno che una donna stuprata ha avuto quel che cercava nel momento in cui si vestiva “così”, che può voler dire con le calze velate sotto una minigonna o con una t-shirt e jeans o con un burka troppo corto. Le notizie di violenze sessuali sono, purtroppo, all’ordine del giorno, e puntuali come la diarrea due minuti prima di uscire per un incontro importante, arrivano i moniti sulla moralità delle vittime.
Che strano, quando ad essere stuprato è un uomo o un bambino non si dice “eh beh, guarda come andava in giro” perché tutti sappiamo una verità essenziale: lo stupro non è qualcosa che si crea sulla pelle della vittima, cioè tra i suoi vestiti, nel modo di muoversi o sulla sua nudità. Nasce e si consuma nella mente dello stupratore che ragiona col pene dando retta ad una cultura maschilista per cui “è sesso, dice di no, ma in realtà lo vuole”. Quella del vestiario, della provocazione, è solo una scusa per potersi comportare dammerda, lo sappiamo tutti. Le scuse di merda, tipo quelle che da bambino ci si inventava per passarla liscia, sono una pessima abitudine perché poi, col passare del tempo, diventano più grosse e dannose, se qualcuno non interviene prontamente. Si perde contatto con la realtà, finendo per pensare di poter dire impunemente che si possa pagare le prostitute per non prostituirsi o che lo stupro sia l’inevitabile conseguenza di una visione del sesso troppo libera. Questo è il frutto della mancanza di una educazione paritaria: avere persone che credono di poterla passare liscia sempre e comunque, qualunque cosa facciano o dicano. Anzi, cercano pure di dare la colpa alla vittima.

E se fate una roba così semplice come il riso allo zafferano e vi esce uno schifo non esistono scuse, io la ricetta ve l’ho data giusta, guai a voi!
Ingredienti: 300 gr di riso arborio o un altro riso per risotti 1 litro c/a di brodo vegetale bollente una cipolla un bicchiere di vino bianco fermo una bustina di zafferano Tritate la cipolla finemente, mettete a cuocere in una pentola ampia in abbondante olio di oliva. Quando la cipolla comincia ad imbiondire, aggiungete il riso e cuocete facendo assorbire bene il soffritto. Aggiungete il vino e fatelo assorbire. A questo punto aggiungete due/tre mestoli di brodo alla volta, finché la consistenza del riso non sarà di vostro gradimento. L’ultimo mestolo che volete aggiungere al vostro risotto lo verserete prima in un bicchiere o una tazza, sciogliendo dentro lo zafferano ed unendolo al riso per dare colore e profumo al vostro piatto. Potete aggiungere un filo d’olio, se lo gradite.

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